Mi sono laureata a pieni voti in Psicologia nel 1998 ed in seguito ho frequentato la Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica dell’Istituto Riza. Nel 2008 ho avuto il privilegio di vincere il premio "Psicologo dell'anno" da parte dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

 Sono iscritta all’Albo degli psicologi al n° 03/5971 e all’elenco degli psicoterapeuti dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia ed ho svolto un’analisi didattica sia individuale sia di gruppo per diversi anni.Ho per la prima volta toccato con mano la realtà della sofferenza psichica quando ero ancora all’università, durante un periodo di studio all’estero in un centro residenziale per bambini e ragazzi autistici. Ancora molto giovane ho poi iniziato a farmi le ossa nel campo delle problematiche mentali come operatrice della riabilitazione psichiatrica in una comunità terapeutica per poi continuare più avanti in tal senso con una significativa esperienza in un Centro PsicoSociale dell’Ospedale San Paolo di Milano con il quale ho collaborato come libera professionista. I miei interessi erano inizialmente focalizzati sui disturbi alimentari e dell’accettazione del proprio corpo ma grazie alla crescente 

 

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Benvenuti!

Diciamoci la verità: la vita è bella ma difficile, per chi più e chi meno. Tra l’altro, nonostante gli sforzi, proprio quando ci sembra di aver raggiunto un traguardo di stabilità ci rendiamo conto che quello è in realtà la vetta di una montagna e che all’orizzonte ce n’è una ancora più alta e che per scalarla dobbiamo riandaregiù in fondo nella valle, per poi (si spera) risalire…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“La vita è una montagna russa”, canta una canzone: sono d’accordo. Lo sarà sempre, è anche il bello. Però dobbiamo dire con chiarezza che abbiamo tutti il diritto di pretendere almeno tre cose: che lo sia entro certi livelli di ansia, che i picchi ci siano per momenti limitati e che, nel caso le montagne russe ci piacessero, siamo consapevoli di ricercarle e di averne comunque almeno un minimo di controllo. 

Abbiamo anche il diritto di pretendere che la vita sia effettivamente un po’ montagna russa, vale a dire il contrario dell’andare avanti piatto ad un’unica velocità sempre in tondo In medio stat virtus.

Un’altra cosa che tutti ci meritiamo è di non essere completamente soli sul trenino ma di avere dei compagni di avventura, coi quali condividere l’ansia, certe volte il terrore, ma anche la gioia e l’euforia di farcela. In un primo momento può capitare che non è che pensiamo di meritarci dei compagni di viaggio ma che dobbiamo avere un compagno, altrimenti o proprio non saliamo sul treno (restando a guardare gli altri che soffrono ma anche che si divertono) oppure veniamo sopraffatti dal terrore.

E’ la dipendenza.

Base iniziale di ogni vita, tappa fondamentale per ogni cucciolo che si rispetti. Non va demonizzata, va semmai attraversata. Poi però dobbiamo lasciarla, almeno per la maggior parte del tempo, per tornarci solo in alcuni bellissimi momenti.

Ai miei pazienti che spesso hanno un’autostima bassina (o bassissima) e si svalutano per non riuscire a fare una determinata cosa o ad essere quella determinata persona che vorrebbero tanto essere, dico sempre che ciò significa che sono intelligenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voi vi buttereste senza paracadute? Io no. Il paracadute è assolutamente necessario.

Psicologicamente il paracadute è tante cose, tutte fondamentali:

  • intanto un’autostima decente, senza la quale buttarsi significa andare al macello (certo però all’interno di un training protetto – il paracadute appunto – è importante imparare anche a buttarsi…). Quando parlo di autostima intendo l’accettazione positiva di sé, vale a dire della propria unicità mente-corpo. Quindi anche e soprattutto di una decente accettazione del proprio corpo.

  • una giusta tolleranza dell’indipendenza dall’Altro, vale a dire “ce la faccio anche da solo/a, ma spesso preferisco essere in compagnia (magari in dolce compagnia)…”;

  • un porto sicuro, interiore e reale, al quale ritornare dopo aver combattuto con i leoni o dopo non aver combattuto perché morti di paura, che ci perdona se torniamo perdenti e ci capisce se ammettiamo che proprio avevamo troppa paura per affrontarli.

Anche il terapeuta e la terapia sono un paracadute. Questo significa che lo sforzo e la gioia di buttarsi sono tutti vostri: non si è mai visto un paracadute infilarsi da solo sulle spalle e dare un calcetto al suo proprietario per “aiutarlo”. E’ uno strumento che va attivato consapevolmente e che mai prende il sopravvento. E’ muto, fermo, inerte…morto finchè il proprietario decide di attivarlo ed allora diventa importante, molto importante (direi necessario!) per potersi buttare.
Quando poi la vita non è più buttarsi ma semplicemente vita allora il paracadute diventa inutile. L’obiettivo della terapia è non avere più bisogno della terapia. Al limite e solo in casi particolari, spesso didattici, può esserci la scelta di continuare un cammino di approfondimento e sviluppo di sé.

Psicoterapia. 

Rivogersi ad uno psicologo/psicoterapeuta.

A cura della dottoressa Silvia Sarti.

L'esperto

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Terapia Individuale

La terapia verbale agisce come un farmaco riequilibrando i livelli dei neurotrasmettitori cerebrali. Agisce mettendo ordine eliminando i pensieri negativi inutili e sviluppando autostima attraverso una relazione di accettazione e non giudizio. Alla terapia verbale possono essere affiancate delle tecniche di rilassamento e immaginative o artistiche. Talvolta è necessario un consulto con un collega psichiatra per valutare l'aiuto di un farmaco.

La frequenza normalmente è di una seduta a settimana.

Terapia di coppia

La terapia di coppia serve quando due partner proprio non riescono a migliorare la propria interazione semplicemente parlando spiegandosi e incorrono sempre negli stessi schemi che causano sofferenza. La presenza di un terzo, il terapeuta, è molto importante per dirimere i conflitti ed andare oltre, all'essenza di ciò che conta per i partner.

La frequenza è mensile di un incontro di 2 ore.

349.5205103

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Dottoressa Sarti Silvia, psicologa e psicoterapeuta.

Mi sono laureata a pieni voti in psicologia all’Università Cattolica di Milano ed in seguito ho frequentato la Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica dell’Istituto Riza. Sono quindi iscritta all’Albo degli psicologi al n° 03/5971 e all’elenco degli psicoterapeuti dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia ed ho svolto un’analisi didattica sia individuale sia di gruppo per diversi anni. Ho per la prima volta toccato con mano la realtà della sofferenza psichica quando ero ancora all’università, durante un periodo di studio all’estero in un centro residenziale per bambini e ragazzi autistici. Ancora molto giovane ho poi iniziato a farmi le ossa nel campo delle problematiche mentali come operatrice della riabilitazione psichiatrica in una comunità terapeutica per poi continuare più avanti in tal senso con una significativa esperienza in un Centro PsicoSociale dell’Ospedale San Paolo di Milano con il quale ho collaborato come libera professionista. I miei interessi erano inizialmente focalizzati sui disturbi alimentari e dell’accettazione del proprio corpo ma grazie alla crescente attività nello studio privato mi sono sempre più accostata alle problematiche ansioso depressive ed in generale di difficoltà di vita: il senso di vuoto, l’angoscia, l’ansia continua, i problemi relazionali, molto più diffusi ed invalidanti di quanto normalmente si possa pensare… L’impegno nel centro di Counselling Psicologico dell’Università degli Studi di Milano mi ha dato poi la possibilità di approfondire e toccare con mano le problematiche della cosiddetta post-adolescenza ma anche le grandi risorse psicologiche di questa età della vita, fondamentale per la costruzione di un futuro soddisfacente. Oltre all"attività psicoterapeutica privata, ho lavorato per tre cliniche dell’hinterland milanese nel servizio di assistenza psicologica e di supervisione clinica per il personale di cura. Questa collaborazione mi ha dato modo di approfondire sia il tema della vecchiaia e delle patologie ad essa associate sia l’aspetto del benessere dei lavoratori e dello stress da mobbing che avevo già precedentemente affrontato in una lunga collaborazione in tal senso con Formaper, l’ente di formazione della Camera di Commercio di Milano. Nel 2006 insieme ad altri colleghi ho fondato l'Associazione MenteCorpo, di cui sono stata presidente, con l'obiettivo di rendere sostenibile per più persone possibile l'aiuto psicologico in senso lato, in particolare per chi fa fatica a vivere a pieno la vita ed ha la sensazione di perdere tempo non vivendola... Con l’Associazione abbiamo ideato ed erogato molti progetti, uno per tutti, CorriCheTiPassa, psicologia e movimento. Il progetto è nato per affrontare la fobia sociale e negli anni si è aperto per accogliere sempre più persone; arrivando a più di 600 persone partecipanti dal 2007.

All’iniziale utilizzo classico unicamente del colloquio verbale e dei racconti, fantasie, sogni del paziente ho sempre più affiancato nel tempo anche tecniche terapeutiche diverse, come il rilassamento e l’utilizzo dell’immaginario, la musicoterapica e l’arte-terapia, oltre alle più classiche tecniche cognitivo-comportamentali, molto utili ad esempio nei disturbi d’ansia.

Ho molto approfondito il tema della relazione di coppia (conseguendo l'abilitazione alla EFT . Emotional Focused Therapy) e delle tecniche che possono aiutare il fluire della comunicazione (i problemi di coppia sono, infatti, spessissimo quasi completamente comunicativi) e la mindfulness, costrutto apparentemente moderno che rimanda alle tecniche meditative e di rilassamento con nuova ricerca scientifica e nuove applicazioni.

Negli ultimi anni ho integrato nel mio lavoro la terapia EMDR per l'elaborazione dei grandi traumi (PTSD Disorder) e dei traumi di vita. Considero l''integrazione dell'EMDR un'evoluzione importante perchè nel lavoro psicoterapeutico l'elaborazione dei traumi di vita è fondamentale per mobilitare l'energia del paziente e per sbloccarne la mente in modo da accedere a tutte le risorse interne, spesso bloccate da traumi piccoli o grandi precedenti. 

NNel 2008 ho avuto il privilegio di vincere il premio "Psicologo dell'anno" da parte dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia.